Alla Balo’ English School, la prima fase di Nutrire Speranze ha coinvolto 450 bambini, bambine e giovani in un percorso quotidiano di educazione alla salute, all’igiene e all’alimentazione consapevole.
C’è un punto da cui tutto comincia: i gesti di ogni giorno. Lavarsi le mani, scegliere cosa mangiare, prendersi cura di sé, riconoscere l’importanza dell’igiene personale e orale. Azioni semplici solo in apparenza, che in contesti di forte vulnerabilità sociale diventano strumenti essenziali di prevenzione, benessere e crescita.
È proprio da qui che ha preso avvio la prima fase di “Nutrire Speranze”: da un’educazione alla salute concreta e quotidiana, capace di entrare nella vita dei bambini e dei ragazzi e, attraverso loro, anche in quella delle famiglie.
Il progetto si inserisce in un percorso più ampio che unisce alimentazione, educazione, salute e comunità. Alla Balo’ English School, il pasto scolastico rappresenta spesso una delle occasioni più importanti per ricevere un’alimentazione completa e regolare. Per questo parlare di salute significa anche promuovere consapevolezza: capire cosa fa bene, comprendere perché l’igiene protegge e riconoscere come piccoli comportamenti ripetuti ogni giorno possano incidere concretamente sulla qualità della vita di un’intera comunità.


La prima fase del progetto ha coinvolto 450 studenti, con un percorso differenziato per età e livello scolastico, perché ogni fase della crescita richiede linguaggi, strumenti e modalità specifiche.
Le attività sono state calibrate in base all’età e al percorso scolastico, con l’obiettivo di accompagnare bambini e ragazzi verso una maggiore consapevolezza della salute e della cura di sé.
Per i più piccoli, il lavoro si è sviluppato attraverso linguaggi semplici, coinvolgenti e adatti alla scoperta, così da avvicinarli in modo naturale ai temi dell’igiene e dell’alimentazione. Nelle classi della scuola primaria, il percorso ha introdotto le abitudini quotidiane attraverso attività pratiche e partecipative, capaci di trasformare la cura di sé in un’esperienza concreta e condivisa. Con gli studenti più grandi, il progetto ha assunto una dimensione più riflessiva e consapevole, favorendo il confronto, la partecipazione attiva e una comprensione più profonda del legame tra comportamenti quotidiani, salute e benessere. Per i ragazzi delle classi superiori, infine, il percorso si è arricchito di una componente di responsabilità e accompagnamento, valorizzando il loro ruolo nel trasmettere attenzione e buone pratiche anche ai più piccoli.
In questo modo, la prima fase di “Nutrire Speranze” ha costruito un percorso educativo progressivo, capace di parlare a ogni fascia d’età con strumenti adeguati, rafforzando non solo le conoscenze, ma anche il senso di responsabilità e di appartenenza alla comunità scolastica.
Questa prima fase ha costruito qualcosa di solido: non solo informazione, ma consapevolezza; non solo lezioni, ma pratiche condivise; non solo scuola, ma comunità. Perché quando un bambino impara a lavarsi correttamente le mani, quando una ragazza comprende il valore di un pasto sano, quando uno studente più grande accompagna un più piccolo in un percorso educativo, il cambiamento non resta chiuso dentro l’aula. Entra nelle case, coinvolge le madri, raggiunge le famiglie e si trasforma in cura quotidiana.

È così che “Nutrire Speranze” costruisce salute: un gesto alla volta, insieme.
Questo modello virtuoso, che unisce cura quotidiana, educazione permanente e sviluppo comunitario, è una realtà concreta che prende vita ogni giorno con i contributi dei donatori e, nel 2026, anche grazie al sostegno finanziario della Chiesa Valdese.
Progetto sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese
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